CIAO MAGAZINE

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MENTE, CORPO E RESPIRO - La via per una vacanza che dura tutto l’anno

(Rivelazioni di una giornata di mezza estate)

Inizialmente l’intento di questo articolo era di mettere in evidenza gli innumerevoli benefici fisiologici di una vacanza al mare. Tuttavia, poiché questi benefici sono già ampiamente documentati da svariate ricerche disponibili in rete, piuttosto che parlarvi dell’effetto dello iodio sulla vostra tiroide o degli scambi idrosalini quando vi fate una bella nuotata, ho deciso di affrontare la questione da un altro punto di vista: quello del cervello.

Sardegna, 21 luglio 2018

Mi trovo sulla spiaggia di Tuerredda, in località Teulada. La giornata è calda ma qualche metro di fronte a me c’è il mare, e che mare: cristallino! Soffia una leggera brezza che dal mio comodo lettino ha come l’effetto di un massaggio rilassante. I colori che si presentano ai miei occhi sono indescrivibili: l’odore e il rumore del mare risuonano come un mantra nella mia testa, che recita più o meno queste parole “ora sei qui e va tutto bene”.

Mi dedico alla lettura di un buon libro, intervallata da qualche nuotata e ripetute tappe al vicino chioschetto per rifornirmi di acqua e cibo. Insomma, io e il mio mucchietto di ossa – tendini, legamenti, e quel che resta del mio sistema nervoso – siamo “finalmente” in vacanza e ci stiamo rilassando.

Ma tutto ad un tratto lui,  proprio lui, il mio agonizzante sistema nervoso (che più nervoso non si può) decide di sottopormi un quesito, anzi due…

Perché dobbiamo aspettare le vacanze per accedere a questo stato psicofisico? E come possiamo rendere questa condizione duratura anche quando fuori è freddo, piove e lo stress del lavoro ci toglie il sonno e il riposo?

La risposta al mio ed ai vostri sistemi nervosi la troverete nelle righe a seguire ma, prima di tutto, è importante capire perché ho deciso di fare questa piccola premessa. Potrete pensare che sono un sadico e che l’ho fatto per farvi soffrire (e forse un pochino lo sono) ma in realtà l’ho fatto per attirare la vostra attenzione e il vostro pensiero verso quella spiaggia in Sardegna.

Lo scopo di questo esercizio di visualizzazione mentale è di mettere in evidenza come e quanto il nostro corpo (in questo caso il mio visto, che in spiaggia c’ero io…) e il nostro pensiero (o meglio il vostro pensiero, visto che in spiaggia c’ero sempre io!), si influenzino vicendevolmente.

Infatti, se siete riusciti per un attimo ad immaginare di essere lì con me, davanti allo splendido mare di Sardegna, avrete notato come sia il vostro stato mentale che il vostro atteggiamento fisico siano passati da una stato tensivo ad un atteggiamento più “vacanziero” e rilassato, anche se solo per un istante.

È dunque possibile influenzare il corpo tramite la mente e il pensiero consapevole.

Ma, per avere un quadro completo della situazione, facciamo qualche passo indietro ed analizziamo rapidamente la modernizzazione del nostro stile di vita. In altre parole, come arriviamo ad avere un sovraccarico di informazioni e di stress tale da farci percepire il bisogno fisiologico di una vacanza?

La tecnologia e lo stile di vita moderno hanno decisamente velocizzato i nostri ritmi di vita. La vita moderna ed i lavori “moderni” ci travolgono, ci opprimono e ci conducono a malattie e stress che vanno al di là di problematiche relative alla realtà, trasportandoci in una dimensione di stress-pensiero correlato: insomma, alle paure mentali.

Queste paure o nevrosi sono legate a pensieri ricorrenti, alle nostre ansie o aspettative, ma non hanno niente a che vedere con le paure a cui per svariati anni l’homo sapiens era stato abituato, ovvero paure reali e concrete, legate per lo più alla sua sopravvivenza fisica.

Pensando alla storia dell’evoluzione umana, l’attuale “era moderna” rappresenta un brevissimo sospiro se la si compara con i nuovi ritrovamenti, che daterebbero l'origine dell'homo sapiens a circa 300 mila anni fa.

L’essere umano, anche nella sua versione moderna e tecnologica, ha ancora fortemente radicato dentro di sé questo potente istinto di sopravvivenza, il quale sotto un certo aspetto è una cosa molto importante, perché ci consente di fuggire di fronte ad un pericolo (e di farlo a gambe levate) ma, sotto un altro punto di vista, se questo allarme rosso rimane in costante attività, produce effetti devastanti.

Il problema infatti nasce quando il mondo virtuale (quello delle nostre paure mentali) si sostituisce a quello reale. Tale fenomeno, per il nostro corpo, comporta tutta le reazioni fisiche, biochimiche ed emotive che si avrebbero in presenza di una tigre affamata e, sarete d’accordo, nessuno vuole trovarsi in una situazione del genere.

Adesso pensate di riprodurre questo stato tensivo ogni qualvolta ci troviamo in una situazione di stress: una email di lavoro, un collega con cui non andiamo d’accordo, un colloquio di lavoro a cui teniamo molto, ecc. Capite bene che questo stato non è compatibile con uno stile di vita sano.

Ma come fare per svuotarci da tutti questi stress, paure ed eccesso di informazioni per accedere allo stato mentale a cui il corpo giunge automaticamente, trovandosi presso l’ormai familiare spiaggia in Sardegna? Tramite l’applicazione della triade mente-corpo-respiro: ovvero meditazione, attività fisica e tecniche respiratorie. Questa triade è un sistema interdipendente derivante dalla tradizione buddhista: tre processi perfettamente integrati tra loro, per cui una tensione in uno qualsiasi di essi corrisponde ad una tensione presente negli altri due.

La pratica della concentrazione sul respiro ed il movimento fisico consapevole sono le due vie più semplici e più facili per poter tenere sotto controllo l’intero sistema.

È dunque evidente che se potete andare in vacanza, o immergervi nella natura, con più regolarità il vostro corpo e la vostra mente verranno positivamente influenzati. Tuttavia, nel caso non ne abbiate la possibilità, tramite la meditazione, la respirazione consapevole ed al movimento fisico potrete raggiungere il desiderato stato naturale di “presenza” nella realtà.

Grazie a tale approccio riuscirete ad accedere a quella farmacia naturale che è insita dentro ognuno di noi, sarete in grado di attivare volontariamente quella cascata ormonale di antidepressivi naturali che si liberano in presenza di un atteggiamento mentale sereno e consapevole: lo stesso che vi fa comprendere che la vita va vissuta “qui ed ora”.