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ACCADEMIA ANGELICO COSTANTINIANA – Una storia millenaria al servizio della cultura

Presidente della Accademia Angelico Costantiniana di lettere arti e scienze, l’Avv. Alessio Ferrari Angelo-Comneno di Tessaglia è l’ultimo discendente di una famiglia le cui radici millenarie possono essere tracciate indietro fino al tempo in cui i suoi avi sedevano sul trono di Costantinopoli. Insieme a lui, ripercorriamo le tappe salienti dell’Accademia e parliamo del ruolo della cultura nel mondo odierno.

Avvocato, quando è nata l’Accademia, qual è la sua missione e che tipo di attività organizzate?

L'Accademia Angelico Costantiniana di lettere arti e scienze venne fondata nel 1949 da mio nonno, il Principe Avv. Prof. Mario Bernardo Angelo-Comneno di Tessaglia, come istituzione culturale a carattere internazionale, senza alcuno scopo di lucro. È apolitica e non fa distinzione alcuna di nazionalità, cittadinanza, etnia, confessione religiosa e condizione sociale. Alla morte di mio nonno, nel 1988, mia madre Stefania ne assunse la presidenza e le diede nuovo impulso.

L’Accademia è espressione culturale della Famiglia Angelo-Comneno Ducas, che diede all’Impero Romano di Oriente nove imperatori, ed è stata costituita allo scopo di gettare un ponte culturale tra il mondo latino–occidentale e quello bizantino–orientale. In alcune attività, ha ottenuto negli anni il Patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È stata, inoltre, premiata nel 2011 dall’Osservatorio Parlamentare Europeo del Consiglio d’Europa, per l’attività di comunicazione culturale per l’arte e la religione.

Troppo spazio sarebbe necessario per elencare quanto realizzato dall’Accademia nel corso di 70 anni di ininterrotta di attività, sotto la presidenza di rappresentanti della mia famiglia per tre generazioni. Non posso, tuttavia, esimermi dal sottolineare l’impronta lasciata da mia madre, la Principessa Stefania, che ha creato il concorso biennale di musica internazionale per composizione per quartetto d’archi, intitolato al fondatore Mario Bernardo Angelo-Comneno. Sempre grazie a mia madre sono state organizzate, per dieci anni, Masterclass di alto perfezionamento d’interpretazione e musica da camera per pianoforte.

A partire dal 1996 fu creata anche una rivista che doveva servire da collegamento tra gli accademici e, al tempo stesso, costituire un organo di diffusione della cultura incentrata sulla civiltà bizantina e sul cristianesimo medio-orientale. Si tratta del semestrale Studi sull’Oriente Cristiano, diretto ormai da 25 anni dal prof. Gaetano Passarelli.  Il criterio inderogabile posto alla base della rivista è sempre stato esclusivamente scientifico, pertanto non sono stati mai discriminati ricercatori che operano al di fuori di istituzioni accademiche non in maniera occasionale ma sistematica. Questo ha permesso di pubblicare lavori di grande spessore. Per i meriti acquisiti e la loro affidabilità scientifica, dal 2008 i lavori pubblicati sono indicizzati dalla ATLA Religion Database® dell’American Theological Library Association di Chicago. La rivista è stata citata anche dalla biblioteca del Senato della Repubblica tra i luoghi della cultura e, nel 2012, è stata dichiarata dall’ANVUR - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, come rivista di Classe A.

Il Maestro Ennio Morricone, membro onorario dell’Accademia

In qualità di presidente dell'Accademia, di cosa si occupa nello specifico?

Sotto la mia Presidenza, l’Accademia ha approfondito e quindi sviluppato le relazioni con il mondo accademico ellenico, russo e slavo-balcanico attraverso conferenze, seminari e numerosi altri eventi. In particolare, nel 2016, abbiamo organizzato un Seminario Internazionale della durata di tre giorni sul trasporto delle reliquie della Santa Casa di Loreto da Porta Panagia di Pili, in Tessaglia, seguito da una mostra della pittrice greca Ioanna Xera e da un concerto. Nel maggio 2017, abbiamo inoltre sottoscritto un Protocollo di Intesa Culturale e Universitaria con l’ Accademia Presidenziale della Fondazione Russa (cd. RANEPA) e un protocollo esecutivo con la Sezione di Volgograd, finalizzato a scambi di studenti a mezzo di borse di studio. In particolare, nel 2018 e nel 2019, abbiamo conferito 5 borse di studio a studenti della Ranepa sezione Volgogard per la partecipazione a Master della durata di un anno e, contemporaneamente, abbiamo inviato due studenti italiani a Volgograd, a partecipare a una Summer School. In collaborazione con la Ranepa–Sez di Volgograd, con il patrocinio del Ministero degli Esteri della Federazione Russa abbiamo inoltre organizzato una Master di I livello in Criminologia, da svolgersi a Roma e Volgograd.

A questi va aggiunto un altro evento davvero interessante, il Festival della Cultura Tartara in Italia, tenutosi nel 2018 con il patrocinio del Centro Culturale Russo di Roma.

Secondo lei che ruolo ricopre la cultura nel mondo odierno? 

In un mondo globalizzato e altamente tecnologico come quello odierno, ritengo che la cultura e l’istruzione in generale debbano costituire la base della preparazione di ogni cittadino. Ogni paese, e il nostro in particolare, dovrebbe investire moltissimo nella ricerca e nella cultura, per formare giovani in grado di affrontare un mercato del lavoro libero da barriere e confini. Solamente un elevato grado di preparazione culturale, assieme alla conoscenza delle lingue, potrà predisporre la futura classe dirigente del Paese ad ascoltare portatori di interessi differenti, a comprenderne le motivazioni e a trovare soluzioni condivise. Il sapere e la conoscenza aprono la mente e insegnano a riflettere.

Pensa sia più difficile occuparsi di cultura oggi, rispetto al passato?

In tutti questi anni di attività culturale dell’Accademia, sotto la mia presidenza, ho rilevato come sia molto più difficile occuparsi di cultura rispetto al passato, quando ancora non esistevano le reti sociali e la “rete” era ancora poco utilizzata. Tutto è ora massificato verso il basso: anche e soprattutto la cultura. Allo stesso tempo, ritengo che le nuove tecnologie, se ben utilizzate, possano essere una grande opportunità, purché accompagnate da contenuti importanti e di qualità.

Quali sono i prossimi eventi che avete in programma?

La pandemia, come per altri, ha sospeso ogni nostra attività. Tuttavia, questo è stato un periodo di grande riflessione. Sicuramente, in collaborazione con università italiane e straniere, insisteremo sulla formazione, soprattutto online. Vorremmo, inoltre, aprire delegazioni in altre nazioni per contribuire all’incontro e alla conoscenza reciproca delle culture occidentali e orientali. Nel frattempo, l’Accademia è stata registrata presso le Nazioni Unite e presso il Registro della trasparenza della Commissione e del Parlamento Europeo.

In copertina: L’Avv. Alessio Ferrari Angelo-Comneno
immagini per gentile concessione dell’Accademia Angelico Costantiniana