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NATASHA MAY PLATT – Da New York nel mondo, i muri diventano superfici di bellezza

Questa volta il potere dei social media mi ha permesso di accorciare le distanze e di volare direttamente negli Stati Uniti, dove l'artista di New York, Natasha May Platt, mi ha trasportata improvvisamente in un’altra dimensione: in un mondo di bellezza, colori e fiori, dove il sogno prende il sopravvento sulla realtà.

È il mondo dell'arte di strada. Un mondo dove Natasha comunica con la gente attraverso le sue splendide opere d'arte, così piene di colore, trasformando i muri e le porte delle città in vere e proprie superfici di bellezza.

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Natasha, prima di tutto, vorremmo conoscerti meglio. Cosa ti ha spinto ad interessarti all'arte e, nello specifico, all'arte dei fiori ‘vivaci’?

Ho sempre dipinto fin dall'infanzia, e sono sempre stata molto interessata al colore.  I fiori sono, per me, un modo per sperimentare le interazioni cromatiche, mescolare e fondere il colore in una varietà infinita di combinazioni.  È quasi come essere un colorista astratto, ma i fiori mantengono il mio lavoro più concreto e in una forma che più mi piace.  Prima di diventare un’artista a tempo pieno, ho lavorato nel design della moda per 8 anni, dedicandomi molto ai colori, ai fiori, e ripetendone le varie forme in quel contesto. Ed è proprio per questo che, oggi, è diventato il mio linguaggio visivo.

La tua sede è a Brooklyn, New York, ma sappiamo che hai un'esperienza internazionale, visto che hai studiato in India per parecchio tempo. Cosa ti ha spinta a scegliere l'India per i tuoi studi?

Ho lavorato tre anni per il rinomato stilista di moda Sabyasachi Mukherjee a Calcutta, in India.  È stato il mio primo lavoro dopo il college, e devo dire che mi ha formata più di qualsiasi altra esperienza della mia vita. Poiché non ho studiato arte all'università (mi sono laureata ad Harvard in filosofia e religione), Sabyasachi è stato il mio primo insegnante d'arte per molti aspetti, nonché un mentore incredibile.

Ricordo che il primo giorno mi chiese: "Perché sei venuta fin qui dagli Stati Uniti per lavorare con me?" e io gli dissi: "Mi piace il modo in cui usi il colore".

È sempre stata, per me, una questione di colore: fin dall'inizio. 

Ho trovato nel suo laboratorio l’ispirazione che cercavo, dentro a quell’incredibile palazzo di tessuti che rappresentava il paese delle meraviglie in tutto e per tutto.

Grazie a questa esperienza, ho potuto imparare l'hindi e interagire strettamente con gli artigiani e i sarti del luogo, mentre la cultura, la grazia e l'umiltà dello stile di vita in India si sono poi insinuati nel mio essere.

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L'arte di strada nasce, in generale, come espressione dell’ispirazione, della passione e come modo per comunicare con il mondo. Come ti è venuta l'idea di dipingere i muri delle città e qual era il tuo obiettivo principale?

Dipingere i muri mi è sembrato il modo più accessibile e pratico per mostrare la mia arte al mondo: amo il potere dell'arte di strada per la sua capacità di fare esattamente questo.  Ci sei solo tu, il tuo dipinto e le persone che decidono cosa farne. Niente galleria, niente curatore e niente custodi. 

Sono sempre stata una persona che ha scolpito il proprio percorso e mi piace poter interagire direttamente con la gente tramite l’arte di strada. Desidero vivamente che la mia arte possa comunicare e trasmettere l'inesprimibile, cosa che cerco di fare con la vibrazione trasmessa sia dai colori che uso sia da me stessa, e che viene inestricabilmente incorporata nell'opera mentre la creo. Spero di elevare la coscienza con queste sottili vibrazioni: il mio scopo è molto più profondo del solo portare la natura in città, ma c'è un aspetto di questo anche nel mio lavoro.

Sono un’appassionata praticante di meditazione e le vibrazioni che ho sperimentato nella mia pratica sono ciò che spero di riuscire a comunicare tramite il muro: è questo una sorta di portale o punto di accesso per questi stati di coscienza nel nostro mondo indaffarato.

Le persone non devono nemmeno essere coscienti di ricevere quell'energia, ma questa può comunque entrare a far parte della loro aura come una gentile benedizione o come un’elevazione dell’anima. In realtà, molti spettatori del mio lavoro e diversi passanti hanno usato parole come "portale divino" per esprimermi il loro apprezzamento, facendomi sentire soddisfatta —come se fossi sulla strada giusta.

Siamo desiderosi di vedere le tue meravigliose opere d'arte anche in Italia, un giorno. Per adesso, in quali parti del mondo possiamo ammirarle?

Le mie opere non hanno ancora fatto il loro debutto in Europa ma spero, quest'anno, di portare la mia arte anche lì!  Al momento, i miei dipinti sono principalmente negli Stati Uniti ma si possono trovare anche in Messico, a Bali, in India e nelle Isole Vergini britanniche.  Per lo più, in climi caldi!

SoNo collection

Speriamo davvero di poter apprezzare le opere di Natasha May Platt anche in Italia. Nel frattempo, possiamo tutti cominciare a sognare attraverso uno schermo: trovate Natasha e la sua arte sul profilo Instagram @surfaceofbeauty.

In copertina: Natasha May Platt
immagini per gentile concessione dell’artista