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"FIGURE PER GIANNI RODARI. ECCELLENZE ITALIANE" IN MOSTRA A PRAGA - L'IIC celebra il centenario dell'autore

L’Istituto Italiano di Cultura a Praga ha voluto rendere omaggio a Gianni Rodari, in occasione del suo centenario, con una mostra dal titolo Figure per Gianni Rodari. Eccellenze italiane, che rimarrà aperta fino al 30 settembre presso la Cappella Barocca. Ce ne parlano il direttore dell’Istituto Alberta Lai e il responsabile della biblioteca Flavio Mela.

Direttore, in cosa cosa consiste la manifestazione e com’è nata l’idea?

Il 2020 è costellato di anniversari importantissimi per la cultura italiana: per l’arte i 500 anni della morte di Raffaello Sanzio e i 100 anni della morte di Amedeo Modigliani, per il cinema i 100 anni della nascita di Federico Fellini, per la cucina i 200 anni della nascita di Pellegrino Artusi e per la letteratura il Centenario della nascita di Gianni Rodari, lo scrittore italiano per l’infanzia più conosciuto all’estero e più tradotto.

L’idea dell’omaggio a Rodari, suggerito dal Centenario, nasce proprio dal fatto che l’autore è molto noto e apprezzato anche in Repubblica Ceca, dove alcune delle sue opere principali sono state tradotte e pubblicate negli anni ’60 e ’70 e poi ristampate. Suoi personaggi quali Cipollino sono entrati a far parte dell’immaginario di tanti bambini cechi, anche grazie alla distribuzione nell’allora Cecoslovacchia di cartoni animati, realizzati in Unione Sovietica, ispirati appunto alle avventure dell’eroe rodariano.

Figure per Gianni Rodari. Eccellenze italiane, inaugurata lo scorso 3 settembre, sarà esposta nella nostra Cappella Barocca fino al 30 settembre, per poi spostarsi a Pilsen, presso la Studijní a vědecká knihovna Plzeňského kraje (Biblioteca di Studio e Ricerca della Regione di Pilsen). Anche l’interesse di questa biblioteca per la mostra dedicata a Rodari è segno della grande popolarità dello scrittore in Repubblica Ceca.

La mostra presenta le opere di ventuno illustratori italiani – di ogni autore sono esposte tre tavole –  tra giovani artisti e grandi maestri che dagli anni Sessanta a oggi hanno illustrato con le loro opere i libri con i testi di Gianni Rodari, dalle prime edizioni alle ristampe più recenti. In uno spazio adiacente alla Cappella Barocca, che noi chiamiamo “Sala capitolare”, a complemento della mostra, è allestito uno spazio didattico con una selezione di edizioni di Rodari in italiano e in ceco in vetrina e con decine di libretti illustrati appesi al soffitto con elastici colorati a portata di mano di grandi e piccini, da sfogliare e leggere.

Quali organizzazioni hanno collaborato alla sua realizzazione?

La mostra è stata curata dalla Cooperativa Giannino Stoppani/Accademia Drosselmeier di Bologna e realizzata dalla Regione Emilia-Romagna, da Bologna Fiere e da Bologna Children’s Book Fair. È stata inaugurata a Portland, Oregon a settembre dello scorso anno, per poi proseguire a San Francisco a dicembre. Era destinata a una circuitazione articolata nel 2020, ma molte tappe sono saltate a causa della pandemia, tra cui quella di Bologna nell’ambito della Fiera del Libro per Ragazzi, a fine marzo. Alcuni Istituti Italiani di Cultura – quali quello di Londra e Berlino –  l’hanno presentata in formato digitale. Il catalogo della mostra è pubblicato dalla casa editrice Einaudi Ragazzi, che detiene i diritti mondiali dell'opera dello scrittore.

Giulia Orecchia - Il libro dei perché

Chi sono gli illustratori coinvolti e in base a quali criteri sono stati selezionati i lavori in esposizione?

La mostra è una vetrina dell’illustrazione italiana degli ultimi sessant’anni e ne rappresenta le eccellenze che dagli anni ’60 ad oggi hanno dialogato con i testi di Rodari, partendo da personalità storiche dell’illustrazione come Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Altan, fino ad artisti contemporanei riconosciuti a livello internazionale. Questo l’elenco completo, rigorosamente in ordine alfabetico: Beatrice Alemagna, Altan, Chiara Armellini, Elenia Beretta, Anna Laura Cantone, Nicoletta Costa, Maria Chiara Di Giorgio, Vittoria Facchini, Manuel Fior, Francesca Ghermandi, Emanuele Luzzati, Federico Maggioni, Simona Mulazzani, Bruno Munari, Giulia Orecchia, Alessandro Sanna, Gaia Stella, Fulvio Testa, Pia Valentinis, Valerio Vitali, Olimpia Zagnoli. 

I criteri che hanno ispirato i curatori della mostra nella selezione degli illustratori italiani da rappresentare e delle tavole da includere non sono espliciti. Tuttavia, scorrendo le opere esposte, si intuisce la volontà di guidare il visitatore in un percorso ideale che permette di seguire l’evoluzione dell’illustrazione italiana attraverso una varietà di stili, di tratto e di forme.

A chi si rivolge la mostra?

Per rispondere a questa domanda vorrei ricorrere a una citazione dal catalogo della mostra. Sono parole della scrittrice colombiana Beatriz Helena Robledo: “Gianni Rodari fu un visionario, precursore del suo tempo a tal punto che oggi, in pieno XXI secolo, a cent’anni dalla sua nascita, le sue parole e la sua visione del mondo ci parlano ancora. E ci parlano in una dimensione più nitida e lucida di prima, ma con un senso ancora più forte di fronte all’umanità odierna. Sembra quasi che Rodari sia stato in grado di captare l’essenza umana attraverso l’infanzia”.

Dunque, la mostra porge a tutti noi, adulti e bambini, un invito a leggere o rileggere Rodari oggi e a ritrovarne l’attualità. Naturalmente, oltre che rivolgersi ai lettori o potenziali lettori di Rodari, trattandosi di una mostra sull’illustrazione italiana, essa vuole attirare anche quanti, addetti ai lavori e non, sono appassionati di questa forma d’arte applicata all’editoria, particolarmente fiorente in Italia, ma anche in Repubblica Ceca.

Rodari è considerato uno dei più innovativi autori per l'infanzia, nonché il primo italiano insignito del prestigioso Hans Christian Andersen Award. Quali sono, a suo avviso, gli aspetti più importanti del suo contributo alla letteratura per i più giovani? 

Passo questa domanda al nostro bibliotecario, il Dott. Flavio Mela, che nei mesi passati ha assiduamente lavorato alla selezione di opere di e su Rodari (in italiano e in lingua ceca) per costituire presso la Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga una sezione quanto più esaustiva possibile dedicata al grande scrittore italiano. 

(Flavio Mela): Gianni Rodari, come si cita nella domanda, è stato riconosciuto come un grande autore per l’infanzia e, a vedere in effetti la sua produzione letteraria, possiamo contare circa settanta opere tra romanzi, raccolte di filastrocche e favole e anche testi teatrali. Un corpus che poi, nel tempo, ha subito la rielaborazione in edizioni speciali, scorporamenti, riadattamenti per la scuola e così via.

C’è da dire, pertanto, che il contributo di Rodari, che iniziò a scrivere già dal 1948, è ormai sostanziale nell’albero genealogico della storia della letteratura italiana, potenziando un ramo, quello dedicato ai bambini, che con l’autore torinese viene riconosciuto a livello internazionale per il valore pedagogico, fortemente orientato allo sviluppo delle capacità immaginifiche dei bambini.

Non è un caso che lo stesso Gianni Rodari, sotto le frequentazioni putative di maestri come Novalis o André Breton, nel 1973 raccolse la sua metodologia creativa del racconto nella celebre Grammatica della Fantasia, un libro teorico e pratico al contempo che, scrive l’autore, «…parla di alcuni modi di inventare storie per bambini e di aiutare i bambini a inventarsi da soli le loro storie…».

In un mondo sempre più alle prese con la rivoluzione digitale quanto sono attuali, nella loro straordinaria semplicità, le storie di Rodari?

(Flavio Mela): Riprendendo un’intervista degli anni ‘60, Gianni Rodari spiega in poche battute il valore della fiaba, modello letterario che, con ogni probabilità, non avrà mai un tramonto. Cambieranno gli strumenti di divulgazione, ma il format “fiaba” resterà indenne e sempre valido all’interno della crescita di un bambino. «Nei bambini», risponde Rodari al giornalista, «il bisogno della fiaba c’è. E questo può essere in contraddizione con la necessità della società di educare uomini efficienti e produttivi, ma anche limitati in una sola direzione, solo chimico o solo ingegnere e così via. Se noi vogliamo uomini completi dobbiamo educare alla loro educazione e alla loro fantasia. La fiaba è anche un modo per avviare questa educazione».

Le fiabe di Gianni Rodari, che per l’autore sono un «modo per parlare del mondo» o, ancora, «un modo di entrare nella realtà anziché dalla porta, dal tetto, dal camino, dalla finestra», per la loro brevità si combinano in maniera eccellente con gli strumenti digitali di oggi che i “nativi digitali” (i bambini nati nell'era della rete e di internet) usano in maniera naturale.

Durante il periodo del lockdown primaverile dovuto all’epidemia Covid-19, come Biblioteca dell’Istituto abbiamo prodotto un programma online, chiamato “Il Cantastorie” veicolando, attraverso la lettura ad alta voce, molte storie di Rodari.

La brevità dei testi, l’agilità della forma sintattica e i contenuti frizzanti hanno garantito all’esperienza digitale della biblioteca una risposta immediata da parte del giovanissimo pubblico. Gianni Rodari (o più in generale la letteratura per l’infanzia) e la nuova era digitale possono essere compagni di viaggio.

Il risultato è formidabile. «Il mondo parla oggi al bambino», dichiara Rodari, «e […] il linguaggio che si usa per il bambino dev’essere un linguaggio che deve farlo crescere e dev’essere un linguaggio moderno. Dev’essere fatto con gli oggetti, con le immagini, con tutto ciò che fa parte del mondo».

Il messaggio dell’autore può ritenersi una massima utilizzabile in ogni era, anche in quella di smartphone e notebook.

In copertina: dettaglio della locandina
Immagini per gentile concessione dell’IIC Praga