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STREET ART – I piccoli borghi riprendono vita

Non solo le grandi città, ma anche i piccoli borghi si trasformano in vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto grazie alla Street Art: opere inedite e affascinanti che regalano la magia di perdersi tra sogno e realtà.

Nata a New York intorno agli anni Settanta, l’arte urbana si diffuse ben presto in tutto il mondo. Inizialmente considerata come atto di puro vandalismo, questa particolare manifestazione artistica sta in tempi più recenti cavalcando l’onda dell’apprezzamento internazionale.

Con la Street Art i quartieri cambiano il proprio volto e assumono un significato fortemente connesso alla componente sociale della città. Questa forma d’arte, infatti, non è puramente estetica o decorativa ma richiede una partecipazione attenta da parte di chi la ammira. È così che l’arte urbana può diventare espressione di forme di attivismo, invitando a profonde riflessioni, oltre a essere anche un forte strumento di rivalutazione urbana.

La città di Hong Kong, come visto in un nostro articolo pubblicato precedentemente, è un esempio che incorpora perfettamente questi due volti profondi della Street Art. Cosa succede, però, se le opere d’arte a cielo aperto incontrano la bellezza storica dei piccoli borghi italiani?

In una piacevole serata di inizio autunno, torno a visitare i vicoli della mia pittoresca cittadina: Fiuggi. So già che sarà un’esperienza diversa rispetto a tutte quelle volte in cui, da giovanissima, girovagavo insieme ai miei amici in queste stradine che si intrecciano tra le piazzette, le chiese e le caratteristiche case in pietra decorate con bifore duecentesche e finestrelle rinascimentali. Sì, perché da qualche mese è stata inaugurata una novità: intriganti opere di Street Art si sono aggiunte alla suggestiva bellezza tipica dei borghi italiani.

Vedere come l’anima della mia terra sia rappresentata così scrupolosamente e come queste opere – sebbene contemporanee – sposino a pennello l’antichità delle mura del borgo, mi lascia senza fiato. Inizio il percorso tra la luce soffusa e calda dei lampioni, partendo da Respect, opera a firma di Moby Dick.

Poco distante dalla vecchia stazione della cittadina, il lavoro di questo artista - che da sempre si impegna per la difesa dei diritti degli animali - è riuscito a lanciare un forte messaggio, pur celandolo dietro a tratti aggraziati. Un lupo e un orso sono minacciati dall’uomo e, tra i colori accesi, sono affiancati dalla rappresentazione di scoiattoli e uccelli. Il mio senso di appartenenza ai boschi e alle montagne di questo lembo d’Italia, in cui abitano queste specie animali, accende subito in me una forte empatia. Il messaggio di quest’opera, leggermente dislocata rispetto al borgo antico, rimane vivido lungo tutto il percorso.

Il guerriero ernico di Diego Poggioni

Appena entrata nel vicolo principale del centro storico, un’aquila e un lupo appaiono liberi accanto al Guerriero Ernico di Diego Poggioni. Gli Ernici abitavano i monti che ancora oggi portano il loro nome. Vissuti in epoca preromana, erano un popolo coraggioso, rude e forte. Poggioni ha riprodotto il guerriero come un cartoon : ha il piede sinistro scalzo, il destro coperto da una calzatura di cuoio e una pelle di lupo come copricapo.

Capisco subito che quella che si sta raccontando è la storia della mia terra e delle sue tradizioni. Poco più avanti, infatti, l’opera Bonifacio VIII di Maupal mi appare in tutta la sua ironia. La figura di questo papa è nota per il famoso “Schiaffo di Anagni” che ricevette da Giacomo Sciarra Colonna e, ciò che di quest’opera è riuscito a strapparmi un sorriso, è il ghiaccio che Bonifacio VIII avvicina alla propria guancia.

Bonifacio VIII di Maupal

Il nome della poderosa dinastia ha fatto parte del passato di questi luoghi ed ecco che, proseguendo, si incontra l’imponente Marcantonio Colonna (in copertina, ndr) realizzato da Neve. Fedelissima al ritratto dell’artista cinquecentesco Scipione Pulzione, quest’opera rappresenta l’esponente più importante della famiglia che – ai tempi della battaglia di Lepanto – era il principe di un vasto territorio nei dintorni di Fiuggi.

L’anima dei borghi, però, non emerge solo dagli eventi storici che hanno segnato il destino di luoghi e persone. Ci sono storie più intime che quotidianamente ne determinano tradizioni, identità e anche profumi. Così, passeggiando alla ricerca di altre opere, le poesie dialettali trascritte sui muri dall’artista Francesco Nunnari rievocano aneddoti di vite passate. Ma non solo: ammirando Il forno e La sarta di Mauro Sgarbi ci si ricorda di come un tempo questi borghi pullulavano di vita. Come in un sogno ad occhi aperti, immagino quell’odore di pane e le botteghe che un tempo animavano il centro.

Giunta quasi al termine, questa suggestiva esperienza finisce con non poco stupore. Profondamente espressive, infatti, sono le ultime opere che incontro, e che mi invitano a tornare. Bellissima e suggestiva nella dolcezza dello sguardo, La finestra sulla piazzeruola di Vera Bugatti è un’interpretazione delle donne di questa terra. Ormai provata dal tempo e con il caratteristico fazzoletto sul capo, la nonnina qui rappresentata trasmette tutta la saggezza che solo il cuore dei più anziani può custodire.

Radicibus di Vera Bugatti

La mia esperienza con la Street Art, però, non finisce a Fiuggi. Guarda caso qualche giorno dopo, durante una gita fuori porta, mi ritrovo in un piccolo borgo nel viterbese che, grazie all’arte urbana, è riuscito in poco tempo ad arginare il rischio di diventare un luogo fantasma: Sant’Angelo, “il paese delle fiabe”.

Sto camminando letteralmente con la testa tra le favole”, penso. Proprio come una bambina, riscopro quella bellissima sensazione che solo le fiabe sanno trasmettere, quando di colpo tutto è possibile. Non mi meraviglia che i visitatori più entusiasti di questo mondo fiabesco siano proprio i bambini.

Mi incammino tra i vicoletti adornati da piccoli mosaici colorati e dalle frasi emozionanti alla ricerca dei murales. A partire da Alice nel paese delle meraviglie, Mulan, Biancaneve, Mary Poppins, il Piccolo Principe e Peter Pan, tutti i vicoli rappresentano una delle fiabe che amavamo farci raccontare da piccoli.

Tra gli artisti spiccano i nomi di Tina Loiodice, Daniela Lai, Isabella Modanese, Cecilia Tacconi e, anche qui, Vera Bugatti. Riconosco all’istante quel tratto incisivo che lascia trasparire le emozioni dallo sguardo dei soggetti. La sua fiaba è Cappuccetto Rosso e, qui, abbraccia il lupo per difendere sua nonna, pronta a seguirlo in un bosco che in realtà non esiste. Una rivisitazione, questa, che incanala perfettamente un’importante denuncia: la deforestazione.

Cappuccetto Rosso di Vera Bugatti

Fiuggi Terme e Sant’Angelo di Roccalvecce sono solo due realtà che si uniscono a una costellazione più grande e in continua crescita. Dal Nord al Sud Italia, infatti, molte sono le amministrazioni pubbliche o le piccole associazioni culturali che hanno investito nell’arte urbana per la riqualificazione del patrimonio culturale dei piccoli borghi.

 Ad esempio, il progetto Anticoli-Fiuggi Zer0 Km realizzato nella cittadina termale nasce da un bando della Regione Lazio, mentre quello di Sant’Angelo è stato promosso dall’Associazione culturale ACAS.

Questi musei a cielo aperto sono la testimonianza di come l’arte sia in grado di salvare l’arte: la millenaria e preziosa identità culturale della nostra bella Italia riprende vita grazie alla magia contemporanea della Street Art. Ma dove trovare altri percorsi in cui perdersi alla ricerca di queste meravigliose installazioni che sono in grado di raccontarci la nostra storia e farci volare con la fantasia? Sempre più curiosa di conoscere altre analoghe realtà, mi sono imbattuta in questa utilissima mappa interattiva realizzata ad hoc: Street Art e murales around.

In copertina: Marcantonio Colonna
opera di Neve (Antonio Pistone)
immagini: fiuggiturismo.com