LA GINNASTICA ARTISTICA – Flessibilità, forza, resistenza e velocità

LA GINNASTICA ARTISTICA – Flessibilità, forza, resistenza e velocità

L’uomo, come la maggior parte degli esseri viventi, è stato progettato per nutrirsi, riprodursi e fuggire dal pericolo. Da un punto di vista intellettivo è inusuale nelle specie meno sviluppate dell’uomo spendere energie e adoperarsi in attività che vanno oltre quelle basilari. D’altra parte, man mano che risaliamo la scala evolutiva, vediamo comparire movimenti volti ad attività come la socializzazione ed il divertimento.

Oltre a ciò bisogna aggiungere che con il passare del tempo si è sviluppato sempre più il concetto del “sentirsi in forma”, ovvero di avere una forma fisica che punta al massimo, onde evitare che il corpo cominci a diventare goffo, dolorante o incapace di compiere certi movimenti.

Come suggerisce chi pratica attività fisica, è però necessario muoversi in modo giusto. Lo sport racchiude un ampio spettro di discipline e, tra queste, la ginnastica, comunemente suddivisa in ginnastica artistica e ginnastica ritmica.

Giovani atlete durante una competizione di ginnastica ritmica

Giovani atlete durante una competizione di ginnastica ritmica

La ginnastica artistica è una disciplina alla quale io stesso mi sono dedicato per circa dieci anni: ho infatti trascorso il mio periodo di crescita all’interno di palestre, praticando sport a livello agonistico. Questo tipo di attività sviluppa quattro qualità fisiche basilari dell’uomo: flessibilità, forza, resistenza e velocità. Mentre le prime tre sono utili e necessarie, anche per affrontare la vita moderna di tutti i giorni, la quarta, cioè la velocità, è meno importante.

La flessibilità si acquisisce praticando gli allungamenti che anch’io, durante le ore di palestra, mettevo in atto una volta giunto agli allenamenti. La tecnica è chiamata, in tutto lo sport in generale e in gergo, con il termine inglese stretching ed è fondamentale per ogni atleta eseguirla sempre, dopo qualche minuto iniziale dedicato al riscaldamento.

Grazie allo stretching ho imparato anche a fare le cosiddette spaccate: vi riuscivo già a dieci anni, età in cui il corpo di un essere umano si presta maggiormente alla flessibilità anche se, per fare ciò, mi sono dovuto applicare in maniera assidua, con sessioni a volte stancanti e un po’ dolorose.

ALI (1992) - Documentario sulla ginnastica artistica a cura di G. Ingozzi

Per quanto riguarda la seconda qualità che si accresce con lo sport, la forza, ho praticato il cosiddetto “potenziamento muscolare”, previsto alla fine di ogni lezione dopo aver utilizzato gli attrezzi ginnici e prima di rientrare negli spogliatoi.

Con “potenziamento muscolare” faccio riferimento ai movimenti che ogni bravo istruttore deve impartire ai suoi atleti e in particolar modo a tutti i movimenti senza l’ausilio di pesi che vadano ad interessare ogni muscolo del corpo umano. Così facendo, si acquisisce più forza.

Nel mio caso, nonostante dovessi fare questi esercizi ogni volta, per terminare al meglio i miei allenamenti,  avvertivo una maggiore ostilità per questa fase rispetto alle altre, ma poi l’affrontavo a viso aperto e svolgevo tutti gli esercizi per la muscolatura, che mi aiutavano ad avere una maggiore determinazione e resistenza nel lavoro con gli attrezzi.

Ginnasta impegnata alla trave

Ginnasta impegnata alla trave

Gli attrezzi, appunto! Questi ultimi sono davvero importanti nella ginnastica artistica, sia nell’ambito maschile sia in quello femminile. Oltre al corpo libero, bisogna infatti allenarsi con il cavallo con maniglie, gli anelli, le parallele asimmetriche, la trave, il volteggio, le parallele e la sbarra.

Per potere effettuare ogni evoluzione bisogna avere senza dubbio le qualità di un atleta ed ho imparato che nello sport, come nella vita in generale, si possono ottenere risultati solamente con i sacrifici, con la costanza e con il tempo.

Per la terza abilità acquisita con la ginnastica, la resistenza, ho dovuto negli anni in cui praticavo quello sport, affrontare esercizi ed applicarmi con metodo e costanza su tutti gli attrezzi, raggiungendo gradualmente degli obbiettivi sempre maggiori. Con metodo e costanza, infatti, prima con la mia squadra e poi individualmente, sono arrivato fino alle gare nazionali.

Sugli attrezzi, la resistenza si guadagna con il tempo impiegato ad esercitarsi. Quel tempo impiegato a ripetere più volte e sempre meglio le cose, tuffandosi nella polvere di magnesio e respirandola continuamente fino a sporcarsi gli indumenti e la pelle: quella stessa polvere che entrando in una palestra, se ti fai sorprendere, ti fa tossire e starnutire.

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