SAMARCANDA – La città azzurra di Tamerlano

SAMARCANDA – La città azzurra di Tamerlano

Se parliamo di piramidi ci viene subito in mente l’Egitto ma se diciamo ‘seta’ il primo pensiero ci porta al più famoso crocevia commerciale e culturale di tutti i tempi: Samarcanda

“Corri cavallo, corri ti prego, fino a Samarcanda io ti guiderò”: quante volte abbiamo canticchiato questa canzone? Ebbene sì: la meta del mio viaggio è proprio questa città leggendaria, una delle più antiche del mondo insieme a Bukhara e Khiva, nel cuore dell’Uzbekistan.

Uzbekistan - Un film di Pete R.

Samarcanda (in uzbeko “fortezza di pietra”) è un vero e proprio museo all’aperto. Conosciuta da sempre grazie alla sua posizione ideale lungo la Via della Seta, che collegava la Cina all’Occidente, ha il suo centro di attrazione principale nel Registan, uno dei siti islamici principali dell’Asia centrale e tra i più importanti a livello mondiale.

Il Registan è costituito da tre madrase, che formano altrettanti lati di una vasta piazza: Ulug Bec, del 1400, che contiene mosaici a tema astronomico; Sherdar, risalente al 1636, decorata con leoni ruggenti, e Tilla-Kari, ultimata nel 1660.

Il Registan

Il Registan

Seduta al centro di questa piazza incredibilmente mistica chiudo gli occhi, respiro profondamente ed inizio a percepire un profumo intenso di spezie e di incensi. In pochi minuti sono attorniata da mercanti asiatici e occidentali, con cavalli e cammelli, tutti occupatissimi in scambi e compravendite di seta, spezie e porcellane. Improvvisamente, la mia compagna di viaggio mi chiama e con un po’ di malinconia mi allontano dalla meravigliosa sensazione in cui ero immersa, per continuare la visita di questo luogo incantevole ed immortale, in cui ovunque predomina l’azzurro.

Sopraggiungono numerosi gruppi di turisti che, purtroppo, tolgono un po’ di magia al posto. Fortunatamente, si avvicina un ragazzo locale e comincia a far conversazione. Ci racconta che sta studiando all’università – lingue ad indirizzo turistico – e vorrebbe praticare un po’ il suo inglese. Siamo intenerite da questo approccio e con piacere trascorriamo insieme un paio d’ore, percependo la sua grande voglia di raccontarci del suo Paese e della sua incredibile storia.

La Moschea di Bibi Khanum

La Moschea di Bibi Khanum

Salutiamo il nostro nuovo amico per dirigerci verso la Moschea di Bibi-Khanum, una gigantesca costruzione in rovina che porta il nome della moglie mongola di Tamerlano: si presume, infatti, che sia stata proprio lei a commissionarne la costruzione mentre suo marito era lontano, in guerra. Un’opera architettonica pregevole: col suo ingresso alto più di 35 metri, è una delle più ampie e grandiose di Samarcanda purtroppo oggetto, dopo il terremoto del 1897, di una pesante ristrutturazione che ha cancellato quanto era rimasto del pavimento originario.

Shah-i-Zinda

Shah-i-Zinda

La nostra visita prosegue in direzione di una delle più belle strutture della città: Shah-i-Zinda, la “Tomba del Re Vivente”. Il complesso è fondato sul sepolcro di Kusam Ibn’Abbas, appartenente alla famiglia del profeta Maometto. Si dice che Kusam abbia portato l’Islam in questa zona ed il suo mausoleo è una delle costruzioni più antiche di Samarcanda.

Dopo le meraviglie catturate dai nostri occhi, celebra anche il nostro palato. Per chiudere in bellezza la nostra giornata intensa di emozioni e carica di storia, infatti, ci concediamo un piatto tipico: il Plov, riso tostato con carne di montone, carote, uvetta e zafferano.  Un’ottima scelta e la degna conclusione di un viaggio che rimarrà impresso per sempre nella mia memoria.

Il Plov

Il Plov

In copertina: La madrasa di Sherdar

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