GIORGIO STARACE - Intervista all'Ambasciatore d'Italia in Giappone

GIORGIO STARACE - Intervista all'Ambasciatore d'Italia in Giappone

Giorgio Starace è nato a Viterbo il 23 febbraio 1959. Ha iniziato la carriera diplomatica nel 1985 alla Farnesina, presso la Direzione Generale per gli Affari Economici. In seguito ha ricoperto incarichi, oltre che a Roma, anche in Guatemala, a New York, a Nuova Delhi, Ad Abu Dhabi e in Libia. Dal 27 marzo 2017 è Ambasciatore d’Italia in Giappone. È sposato con Matelda Benedetti, medico, con la quale ha 2 figli, Giulio e Silvia.

L’Ambasciatore Starace (Immagine: Ambasciata d’Italia a Tokyo)

L’Ambasciatore Starace (Immagine: Ambasciata d’Italia a Tokyo)

Ambasciatore Starace, prima di giungere in Giappone, due anni fa, la sua carriera diplomatica l’aveva portata a vivere esperienze in Paesi di grande tradizione storica e culturale, dal Guatemala alla Libia. Cosa le ha lasciato ognuno di questi luoghi?

Ogni Paese dove ho avuto l’onore di servire l’Italia ha lasciato una traccia indelebile sulla mia formazione professionale, sulla mia crescita personale e sulla mia famiglia. Ho sempre avuto la possibilità e la fortuna di assistere ed essere assistito da straordinari rappresentanti del Sistema Italia all’estero: la vera forza della nostra diplomazia.

Qual è stato il suo impatto con il Paese del Sol Levante?

Un impatto straordinario, per l’accoglienza e l’affetto con i quali sono stato accolto e per la profonda ricchezza culturale del Giappone, un Paese sinceramente legato all’Italia. Rappresentare l’Italia in Giappone è una grandissima responsabilità che cerco e spero di onorare quotidianamente.

L’Ambasciata d’Italia in Giappone (dettaglio interno)

L’Ambasciata d’Italia in Giappone (dettaglio interno)

Italia e Giappone sono sempre state legate da un rapporto speciale. Quali opportunità può offrire una simile relazione?

Il legame culturale tra Italia e Giappone ha radici antichissime e consolidate. In ogni ambito di collaborazione bilaterale vi sono opportunità incredibili che dobbiamo saper cogliere, consapevoli che la concorrenza degli altri Paesi in questo mercato – espressione, lo ricordo, della terza economia mondiale – è molto agguerrita. Penso innanzitutto alla recente entrata in vigore dell’Accordo di Partenariato Economico tra Unione Europea e Giappone che prevede una serie di agevolazioni e tagli tariffari senza precedenti. Penso anche al dialogo politico, che dopo la “staffetta” tra i Vertici di Ise-Shima e Taormina si arricchirà con il ricco calendario G20 in programma in Giappone quest’anno. Per tacere delle grandi manifestazioni che saranno qui ospitate nei prossimi mesi e anni: Mondiali di Rugby nel 2019, Giochi Olimpici di Tokyo del 2020, Esposizione Universale di Osaka del 2025.

L’interscambio tra i due Paesi non si limita soltanto ai settori tradizionali. Negli ultimi anni si è verificata anche una crescita del partenariato scientifico.

La collaborazione tra Italia e Giappone nei settori della scienza, dell’innovazione e della tecnologia è senz’altro il futuro del nostro partenariato. In gran parte è già presente, grazie al lavoro dei nostri ricercatori (oltre 150 su tutto il territorio nipponico). Esistono, a titolo di esempio, grandi progetti nel campo della fisica, quali quelli che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ha in essere con l’Istituto per la Fisica delle Alte Energie (KEK) per gli esperimenti di fisica delle particelle Belle-II e K2K e nel campo delle onde gravitazionali. Cruciale la collaborazione in campo spaziale tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), che comprende esperimenti sulla Stazione Internazionale e lo sviluppo di satelliti per la prevenzione e monitoraggio dei disastri ambientali, tema quanto mai sensibile per i nostri due Paesi. Meritano infine una menzione speciale la collaborazione attiva sin dalla fine degli anni ottanta nel campo della robotica tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la Waseda University, tra i più prestigiosi atenei del Paese, e le attività tra istituzioni italiane e il Kyoto Institute of Technology nel campo della scienza dei materiali, con particolare attenzione alle applicazioni biomediche.

Tokio: il palazzo reale

Tokio: il palazzo reale

Il 9 aprile scorso è avvenuto, in Ambasciata, il primo di una serie di incontri programmati per coordinare le attività di collaborazione tra gli operatori e le associazioni che si occupano della diffusione della lingua e cultura italiana in Giappone e le istituzioni italiane sul territorio. Come si intende procedere?

La prolifica e radicata presenza sul territorio delle Associazioni d’Amicizia tra Italia e Giappone e delle numerose scuole di lingua e cultura italiana rappresenta un’importante risorsa per conoscere più approfonditamente i gusti e le necessità del pubblico giapponese, il quale è appassionato ammiratore del nostro Paese e del nostro modo di vivere. L’intenzione dell’Ambasciata è dunque quella di collaborare con queste associazioni e fare sistema, così da razionalizzare l’offerta culturale ed ampliare il ventaglio di proposte per l’esigente pubblico locale.

Si è conclusa da poco FOODEX Japan, la più importante fiera del settore agroalimentare in Asia. Cos’ha significato, tale evento, per le aziende italiane?

Grazie all’impegno dell’Agenzia-ICE, rappresentata per l’occasione dal suo Presidente Carlo Maria Ferro, l’Italia è stata protagonista assoluta della Fiera. Il nostro era il padiglione più vasto e suggestivo, con oltre 2000m² d’area espositiva tricolore e la partecipazione di circa 190 aziende provenienti da 16 Regioni. A conferma del sostegno assicurato dall’Ambasciata alle nostre aziende e in particolare alle PMI anche quest’anno abbiamo organizzato un’imponente sessione di incontri B2B a margine e nel contesto di FOODEX. Vi hanno preso parte 170 rappresentanti di aziende italiane e circa 100 operatori giapponesi, tra importatori, esponenti dei grandi gruppi locali, della Grande Distribuzione e dei settori Retail e Food Service. Ci tengo a ricordare che l’export agroalimentare italiano in questo mercato (pari a circa il 10% di tutto il nostro export in Giappone) è cresciuto nel 2018, secondo i dati forniti dal Ministero delle Finanze giapponese, del 3%. In questi primi 2 mesi d’entrata in vigore dell’EPA registriamo una crescita incoraggiante di circa l’11%.

In copertina: l’Ambasciatore Giorgio Starace

(Immagine di Benjamin Parks)

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