UN PATRIMONIO MONDIALE - Il Sindaco Gori ed il suo amore per Bergamo

UN PATRIMONIO MONDIALE - Il Sindaco Gori ed il suo amore per Bergamo

Giorgio Gori è nato il 24 marzo 1960 a Bergamo, dove vive con sua moglie Cristina e i suoi tre figli: Benedetta, Alessandro e Angelica. Ha frequentato il liceo classico “Paolo Sarpi” ed ha partecipato attivamente alla vita politica della scuola con il gruppo “Azione e Libertà”. Si è poi iscritto ad Architettura, al Politecnico di Milano, dove si è laureato con una tesi di urbanistica. Per diversi anni, mentre ancora studiava, ha fatto il giornalista, finché nel 1984 è approdato in tv, prima a Retequattro e poi a Canale 5. Nell’89 gli è stata affidata la responsabilità dei palinsesti delle tre reti Mediaset e nel ’91 la direzione di Canale 5. Dal ’96 al ’98 ha diretto Italia 1, e dal ’98 nuovamente Canale 5. Nella primavera del 2001 ha lasciato Mediaset, dopo 17 anni, per fondare una nuova società di produzione, Magnolia, con Ilaria Dallatana e Francesca Canetta. In pochi anni ne hanno fatto una delle più importanti realtà italiane del settore. Oggi, dopo l’acquisto da parte di De Agostini, Magnolia è parte di Zodiak Media Group, il terzo gruppo al mondo per la produzione di contenuti. Nell’autunno 2011, Gori ha nuovamente deciso di voltare pagina. Ha lasciato Magnolia e ha scelto di dedicare tempo ed energie all’attività politica. Nel 2012, a Bergamo, insieme ad alcuni amici, ha costituito la Fondazione “InNova Bergamo”, con l’obiettivo di approfondire i temi che riguardano il presente e il futuro della sua città. Nel 2013, ha partecipato alla campagna che ha portato Matteo Renzi alla segreteria nazionale del Partito Democratico. È azionista e consigliere di amministrazione di Microventures, società che opera nel settore del microcredito in India e in Indonesia, ed è tra i soci fondatori de “Il Post”, il giornale online diretto da Luca Sofri. Ama leggere e andare al cinema, gli piace fotografare e tifa per l’Atalanta. Dal 9 giugno 2014 è Sindaco di Bergamo.

Bergamo, Piazza Vecchia

Bergamo, Piazza Vecchia

Dott. Gori, lei è nato e cresciuto a Bergamo. Cosa ha provato nel diventare Sindaco della sua città?

Una grande emozione. Anche una liberazione dopo una campagna elettorale lunga e particolarmente intensa. È un lavoro davvero bellissimo, ma è anche forse il più impegnativo che abbia mai fatto, un lavoro che assorbe tantissime energie e che porta a dedicarsi ai problemi della città e dei cittadini 24 ore al giorno, sette giorni su sette. 

Giornalista, produttore televisivo, imprenditore, laureato in Architettura. Che cosa l’ha spinta, pur avendo una vita già intensa e ricca di soddisfazioni, a dedicarsi alla politica?

È stata la voglia di mettersi in gioco, mentre il nostro Paese non andava come tutti speravamo andasse. Ho pensato di avere qualcosa da dare, di poter mettere le mie energie al servizio degli altri e che avrei voluto impegnarmi in prima persona e non stare più a guardare. 

Se dovesse convincere un turista a visitare Bergamo, che cosa gli direbbe?

Che Bergamo lo sorprenderà sicuramente. Non solo è una delle città più belle del Nord Italia, quasi un pezzo di Toscana collocato al centro della Lombardia, ma il suo territorio è estremamente ricco di storia, di cultura e di cose da fare. Il lago a poche decine di chilometri, le montagne per andare in bicicletta, a fare trekking o sciare, un'offerta enogastronomica genuina e autentica. Non si rimarrà delusi. 

Grazie all’iniziativa “Abbraccio delle Mura”, da lei promossa insieme al Presidente della Provincia, Matteo Rossi, Bergamo è entrata ufficialmente, il 3 luglio 2016, nel Guinness dei Primati. Un record sigillato, nel luglio 2017, con l’inclusione delle mura nel patrimonio Unesco. Quali saranno i prossimi passi della sua amministrazione, per valorizzare ulteriormente il patrimonio artistico e culturale della città a livello internazionale?

L'abbraccio delle Mura e l'inclusione di Bergamo tra i patrimoni dell'UNESCO rappresentano un punto di partenza per la nostra città, che sta facendo il grande sforzo di aprirsi al mondo e sfruttare anche le potenzialità che lo scalo di Orio Al Serio (il terzo in Italia per numero di passeggeri all'anno) offre al nostro territorio. Continueremo a lavorare per valorizzare l'identità di Bergamo senza snaturarla, puntando sul patrimonio culturale e storico che la città offre: mostre di respiro internazionale (come quella dedicata a Raffaello, in programma nel gennaio 2018), la valorizzazione del Donizetti Opera (Gaetano Donizetti è nato a Bergamo ed è uno dei cinque compositori più eseguiti al mondo) e della Donizetti Night (un appuntamento unico nel suo genere, in programma il 16 giugno 2018, con centinaia di artisti e musicisti per le strade di Bergamo), sono tasselli fondamentali per rendere la città attrattiva e sempre più internazionale.

Bergamo, panorama d’inverno

Bergamo, panorama d’inverno

Un sondaggio del 2016 l’ha proclamata il Sindaco più amato d’Italia. Quali aspetti, a suo avviso, hanno influenzato il voto dell’opinione pubblica?

I sondaggi lasciano sempre il tempo che trovano e non bisogna fidarsene troppo. Possono far piacere certi riconoscimenti, ma non valgono granché. Qualunque risultato ci consegnino, so di dover continuare a lavorare con il doppio dell'impegno. 

Bergamo e Praga: due città sempre più vicine. Nella primavera scorsa è stato firmato un Memorandum of Understanding tra l’Università degli Studi di Bergamo e l’Università Carolina, mentre per il 2018 si sta preparando una corsa speciale Bergamo-Praga, con auto storiche. Anche i collegamenti aerei sono stati recentemente intensificati. Si prevedono altre iniziative, per suggellare questa bella amicizia?

Penso che quel che si è fatto sia un buon inizio. La nostra Università è stata spesso decisiva nel processo di apertura e internazionalizzazione della città e credo che anche in questo caso le vadano riconosciuti i giusti meriti. Per quel che riguarda i rapporti tra le nostre città, diciamo che abbiamo piantato semi che iniziano a germogliare: cercheremo di farli crescere.

È mai stato a Praga? Pensa di tornarci un giorno?

Sono stato a Praga diversi anni fa ormai. Non ho mai pensato che non ci sarei potuto tornare.

Un’ultima domanda. Forse lei può aiutarci a sciogliere il dubbio: Caravaggio era bergamasco o milanese?

Non penso di essere la persona più adatta a sciogliere questo dubbio: decine di storici si cimentano anno dopo anno nella ricerca delle radici di Caravaggio e credo che, per diversi anni ancora, non avremo una risposta. Poco importa comunque: un'artista come Caravaggio è sempre patrimonio di tutti, al di là del luogo di nascita. 

(Intervista pubblicata sul Volume 8 di CIAOPRAGA) 

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