MIGUEL ÁNGEL MUÑOZ – Nella sua "CuarenTata", amore e rispetto per gli anziani

MIGUEL ÁNGEL MUÑOZ – Nella sua "CuarenTata", amore e rispetto per gli anziani

Miguel Ángel Muñoz è un attore spagnolo di cinema, teatro e televisione. Il suo debutto è avvenuto all’età di 10 anni nel film El Palomo Cojo. Da quel momento in poi, la sua carriera artistica ha continuato a mietere un successo dopo l’altro, sia in Spagna che nel mondo intero, attraverso ruoli come quello di Roberto Arenales nella serie televisiva Un Paso Adelante.

Negli ultimi anni lo abbiamo potuto vedere in diverse produzioni spagnole, messicane e americane e nel 2019 la fiction Presunto colpevole, della quale è stato protagonista, ha ricevuto il Premio Magnolia come miglior serie straniera alla XXV edizione del Festival Internazionale della televisione di Shanghai.

Miguel Ángel è molto sensibile alle cause sociali: collabora con diverse organizzazioni benefiche e ha recitato nella campagna Una grande sfida di Oxfam Intermón, che lo ha portato in Somaliland per conoscere, in prima persona, i progetti di approvvigionamento idrico che l’organizzazione ha avviato in quell’area.

Durante la quarantena dei mesi scorsi, l’attore ha dato prova della sua sensibilità e del suo interesse per il prossimo prendendosi cura della sua “Tata” - Doña Luisa Cantero, di 95 anni, per tutto il periodo dell’isolamento, motivato dall’amore per quella prozia che lo ha accudito durante l’infanzia, quando i suoi genitori erano impegnati con il lavoro.

Miguel Ángel ha capito che, in un momento particolare come quello che abbiamo vissuto, la cosa più importante è stare vicino ai propri cari, ai più bisognosi, e in particolare agli anziani, poiché gli anziani sono le radici di chi siamo.

L’attore ha voluto condividere questa esperienza con il pubblico, raccontandola su Instagram e registrando dal vivo il programma CuarenTata, nato in modo spontaneo e nel quale tenerezza, buon umore e ottimismo si sono mescolati all’affetto sincero tra i due protagonisti. 

Lo abbiamo incontrato per scoprire, da lui direttamente, i segreti di questo progetto insolito e davvero divertente.

Muñoz e Doña Luisa in “CuarenTata”

Muñoz e Doña Luisa in “CuarenTata”

Miguel Ángel, durante la quarantena l’appuntamento con CuarenTata è diventato, per molti di noi, uno dei momenti più attesi.  Un momento di riflessione su come diventeremo “da grandi”. Come ti è venuta l’idea di aprire un profilo Instagram per la tua Tata e registrare il programma?

L’idea mi è venuta perché ho lavorato a lungo su un progetto, prima personale e poi professionale, che riguardava la realizzazione di un film su di lei. Alcuni anni fa, ho creato questo profilo per lei in modo che quando avessimo finalmente portato a termine il progetto potessimo usarlo e lei potesse comunicare direttamente con il pubblico. Non avevo mai caricato alcun video su quell’account. Dopo la conferma dello stato di emergenza sanitaria in Spagna, durante il quale siamo dovuti rimanere a casa, mi è venuto in mente di inviare un messaggio – sia attraverso le mie reti sociali che sul suo profilo Instagram – esortando tutte le persone a stare a casa, come stavamo facendo noi: era la cosa più sicura da fare per prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari, soprattutto dei più anziani, come mia zia. Da quel momento in poi, il contenuto condiviso su Instagram ha scatenato una raffica di messaggi di ringraziamento, nei quali ci veniva chiesto di collegarci in diretta ogni giorno. Dopo aver parlato con la Tata sulla possibilità di farlo divenire un appuntamento quotidiano, abbiamo deciso di riprovarci il giorno successivo, ottenendo un’altra straordinaria risposta di pubblico. La Tata ha visto crescere i suoi followers in un batter d’occhio e le richieste di vederci tutti i giorni crescevano così tanto che abbiamo deciso di dar vita al programma CuarenTata per tutti i 100 giorni della durata dello stato di allarme in Spagna.

Avete avuto così tanto successo tra i fans, che anche alcuni personaggi famosi hanno voluto salutarvi e partecipare ad alcuni programmi. Ti aspettavi così tanto interesse mediatico? Perché, secondo te, le persone erano così entusiaste di CuarenTata?

Effettivamente sono venuti a trovarci personaggi famosi come José Coronado, Raúl Gonzales Blanco, Lolita Flores, Pitingo e il giornalista sportivo Fernando Palomo. Tutto è nato in modo naturale e spontaneo, e con amore. Le persone che ci hanno fatto visita virtualmente mi conoscevano ed erano seguaci appassionati del programma. Mi parlavano della Tata in modo meraviglioso. Nei messaggi che ci siamo scambiati via Whatsapp, mi hanno detto che Doña Luisa era così speciale da sembrare un angelo e speravano di poterla conoscere. Allora io li ho invitati a partecipare dal vivo e ci siamo divertiti tutti moltissimo! La Tata, senza saperlo, ha esaudito i loro desideri. Credo che l’amore vero che abbiamo sprigionato su Instagram sia stato percepito dal pubblico ed è questo che ha fatto sì che la gente continuasse a seguirci. Quando si ha prova della genuinità delle persone, anche se attraverso uno schermo, non si riesce a farne a meno. La Tata emana amore, generosità, umiltà, valori così speciali che l’hanno fatta viaggiare in tutto il mondo. La forza del programma è stata sicuramente questa.

In un’intervista hai dichiarato che ogni giorno scopri qualcosa di nuovo sulla tua Tata. Pensi di scoprire anche qualcosa di nuovo su di te, attraverso la sua presenza?

Sì, è esattamente così. Sono al suo fianco da 37 anni; il periodo più intenso che ho vissuto con lei è stato in questa quarantena, perché abbiamo trascorso insieme più di 100 giorni, 24 ore su 24, e lei ha continuato a sorprendermi con un aneddoto, con una frase, con il suo modo di pensare. Non si ripete mai. Ed è vero, ho scoperto qualcosa di nuovo in me tramite lei: quando passi così tanto tempo con una persona molto stimolante, all’improvviso inizi a pensare e a valorizzare le cose in modo diverso da come le vedevi prima, e così ho scoperto che le somiglio moltissimo. Ammiro e amo molto i miei genitori, ma improvvisamente mi sono reso conto che la Tata e io condividiamo molti aspetti: valori, atteggiamenti, persino gesti.

Su Instagram la Tata ha dato consigli meravigliosi a tutti coloro che glieli richiedevano. Ha impartito lezioni di positività e ottimismo. Immagino che qualche consiglio lo avrà dato anche a te. Ne ricordi qualcuno che ti è stato utile per la tua vita personale o professionale? 

In realtà, lei è così umile che non consiglia: esprime la sua opinione, rispettando tutti i punti di vista. Tutto il tempo che ho trascorso con lei mi è servito per la mia vita personale e professionale. Forse l’unico consiglio che mi ha dato è di essere paziente; la pazienza deve essere esercitata sempre, nella vita e nella professione. Questo suo modo di pensare si è così radicato in me che ho deciso di chiamare la casa di produzione che ho messo in piedi per dar vita al progetto Paciencia films. Inoltre, la Tata mi ha insegnato anche l’importanza della discrezione. Lei dice sempre “non chiedere di sapere, il tempo ti dirà che non c’è niente di più bello che sapere senza chiedere”. Lei è così discreta che tutti vogliono essere al suo fianco, perché non mette a disagio nessuno.

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A casa di Doña Luisa hai fatto di tutto: mi è piaciuto molto vedervi insieme sulla terrazza prendendovi cura dei fiori, imparando nuove parole in diverse lingue (l’episodio italiano è stato molto divertente!) o facendo gli importantissimi esercizi di memoria cognitiva. Pensi che la società odierna faccia abbastanza affinché i nostri “narratori/anziani” possano continuare a vivere la loro vita in modo inclusivo?

Beh, ho cercato e cerco di fare del mio meglio per farla sentire bene e la maniera in cui ci siamo divertiti e continuiamo a farlo, anche ora che è terminata la quarantena, è mirata a far sì che la Tata abbia la miglior vita possibile. Per questo abbiamo creato il Tatajuegos, una serie di 50 giochi utili per divertirsi con i nonni. È importante trascorrere tempo di qualità insieme ai nonni, agli zii... un tempo che serve ad aiutare l’anima, il corpo e la mente di tutti. Mi auguro davvero che ci si possa prendere cura degli anziani in modo sempre più inclusivo, per aiutarli ad avere una vecchiaia migliore.

Hai vinto il primo Masterchef Celebrity e sei diventato un cuoco provetto. Quali sono le specialità gastronomiche che hai cucinato per la Tata e quali le sue pietanze preferite?

La verità è che se prima dicevo che non avevo mai cucinato così tanto come facevo quando ero in gara a Masterchef Celebrity (dedicavo alla cucina nove ore al giorno, tutti i giorni), ora dico che non ho mai cucinato così tanto come in questo periodo. Ho cercato di cucinare per la Tata una varietà di piatti per proporle un menù diverso ogni settimana. Mi è piaciuto molto cucinare per una commensale così speciale com’è lei. Il suo piatto preferito? “Las verdinas con bacalao” (i fagioli verdi con il baccalà) e le salsicce con la cipolla, che sono molto semplici ma che lei adora. E, poi, le piace molto un antipasto facile che non ho dovuto cucinare: prosciutto, lonza e un bicchiere di vino Quina Santa Catalina

In questo periodo abbiamo imparato che tutto nella vita è questione di atteggiamento, che le cose possono cambiare improvvisamente e il segreto sta nel modo in cui vengono affrontate. Tu e la Tata siete l’esempio che non c’è nulla, nella vita, che ci possa impedire di andare avanti con un sorriso sincero. Quanto è difficile vivere secondo questa filosofia?

Apprezzo molto ciò che mi dici e sono d’accordo sul fatto che nulla può impedirci di andare avanti con un sorriso: la Tata lo dimostra ogni giorno. Io sono il suo apprendista, come è emerso spesso in CuarenTata. Alle persone che mi seguono dico sempre la stessa cosa: a volte, non possiamo cambiare i brutti momenti, le brutte giornate, le disgrazie che ci capitano, ma cercare di essere positivi, felici e sorridere aiuta anche se, spesso, questo sorriso dobbiamo inventarlo.

Un’ultima domanda, questa volta sul tuo lavoro. Ormai siamo tornati a una normalità “diversa”. Come pensi possa influire questa nuova situazione  sul teatro e sul cinema? Quali sono i tuoi progetti futuri in questo panorama?

Tutte le professioni si trovano ad affrontare un momento difficile. Anche la cultura e lo spettacolo, purtroppo. Spero che si possa tornare presto a qualcosa di simile a come vivevamo prima. Credo che, in questo periodo, sia emersa molta creatività sommersa, anche a livello culturale, e spero davvero che possiamo godercela nel modo migliore. I miei progetti (futuri e passati) si sono fermati e tutto è rinviato al prossimo anno. Quando arriverà il momento, mi vedrete in una serie TV e in un film. Quindi, da qui alla fine dell’anno, cercherò poco a poco di tornare alla mia vita di sempre, portando avanti questo documentario con la mia Tata.  

In copertina: Miguel Ángel Muñoz
immagini per gentile concessione dell’intervistato

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