LUCA VULLO – Così ho trasformato mia madre da cuoca ad attrice

LUCA VULLO – Così ho trasformato mia madre da cuoca ad attrice

Luca Vullo è uno scrittore, performer, coach, regista e produttore che ha realizzato documentari, riconosciuti a livello internazionale, quali Dallo Zolfo al Carbone, INFLUX e La Voce del Corpo. Avevamo già avuto modo di parlare in maniera approfondita di queste sue attività in una precedente intervista. Andiamo ora a scoprire le moltissime attività alle quali si sta dedicando in questo periodo.

Immagine © Samantha Capitano

Immagine © Samantha Capitano

Luca, sei impegnato su mille fronti ed è davvero difficile starti dietro: progetti per le scuole, TEDx talks, incontri a Montecitorio. La lista è davvero infinita. Ce ne puoi parlare?  

A volte neanche io riesco a starmi dietro (ride, ndr). In effetti mi piace sperimentare sempre cose nuove e mettermi in gioco con nuove sfide che mi stimolano e mi fanno crescere. Questo mi ha portato, nel tempo, a diventare una persona poliedrica impegnata su diversi fronti ma con una filosofia di fondo, che è quella di fare quello che mi piace con tutta la passione che ho, senza se e senza ma. Allo stato attuale, con la mia casa di produzione Ondemotive Productions Ltd, sto lavorando a diversi progetti.

Per il cinema, oltre ad aver ottenuto la distribuzione di INFLUX sulla rete mondiale di Netflix, ho realizzato il documentario Ccà Semu (Siamo Qui), che racconta Lampedusa tramite le parole e le emozioni dei suoi abitanti. Il lavoro è frutto di un progetto di ricerca socio-antropologico dell'Università UCL di Londra per far conoscere meglio l'isola più a sud d'Europa, che è diventata il centro simbolico dell'attuale crisi migratoria mediterranea.

A teatro ho tre spettacoli all'attivo (al momento fermi per i noti fatti di cronaca, ndr): La voce del corpo, Io al posto tuo, tratto dal fumetto della Rete Genitori DSA di Cuneo sui "Disturbi Specifici dell'Apprendimento", che stiamo portando in giro per le scuole e i teatri come sensibilizzazione sociale, e Libertà invisibile, prodotto dalla Global Thinking Foundation, che affronta il tema della violenza economica sulle donne.

Sul fronte della formazione, coaching e team building esperienziali, rivolti ad aziende, istituzioni, università e scuole, in qualità di formatore professionale curo dei laboratori formativi permanenti dal titolo Mind4children, uno spin-off dell’Università di Padova che vanta la direzione scientifica della Prof. Daniela Lucangeli.

Inoltre, e sono davvero molto orgoglioso di questo progetto, è uscito da poco il mio libro L'Italia s'è gesta. Come parlare italiano senza parlare.

Luca Vullo e sua madre Angela Gabriele

Luca Vullo e sua madre Angela Gabriele

Una delle tue ultime esperienze è stata un lungo tour in Asia con lo spettacolo La Voce del Corpo. L'aspetto più affascinante di questo tour è il fatto che tu abbia coinvolto tua madre, Angela Gabriele. Com'è nata l'idea e qual è stata la risposta del pubblico?

Indubbiamente è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Poter condividere un progetto in cui credo con la donna che mi ha creato e che amo con tutta l'anima è un emozione meravigliosa. Una donna speciale, che  mi ha insegnato il vero significato dell'amore, non poteva che essere coinvolta all'interno del mio spettacolo, La voce del corpo, dove oltre a parlare di comunicazione non verbale e gestualità italiana, affronto il tema dell'intelligenza emotiva. Lei è stata la mia vera guru sull'argomento e poi, volete mettere la goduria di averla vicina nella vita e nel lavoro? 

Qualche anno fa un amico, Gianluca Monachese, presidente dell’associazione IKIS di Stavanger, in Norvegia, mi contattò per organizzare l’evento Sicilia Night, con un mio spettacolo al quale avrebbero voluto però aggiungere anche un catering o una degustazione di cibo siciliano. Mi chiesero se avessi in mente uno chef che potesse arrivare anche da Londra… Pensai subito a mia madre, che è una cuoca straordinaria, nonché una bravissima pasticcera, sarta creativa, e brava in maglieria e uncinetto; insomma, rappresenta fedelmente la mamma del Sud italiana ed io, chiaramente, lo stereotipo del mammone italiano!

Mia madre ha sempre collaborato ai mie progetti, curando i catering di quasi tutti i lavori cinematografici oppure, in altri casi, occupandosi dei costumi di scena. Come se non bastasse, ha grandi capacità organizzative, gestionali e soprattutto una meravigliosa affettività. 

Nel caso della Norvegia le telefonai immediatamente, proponendole di curare lei la degustazione culinaria e poi di salire sul palco con me. Senza alcuna remora, accettò la sfida e decise di partire con me. Il successo fu incredibile e i norvegesi rimasero folgorati dalle sue straordinarie abilità di cuoca e dalla sua prestazione artistica sul palco, che affrontava con naturalezza incredibile pur non avendo mai recitato.

Ora, è passata ufficialmente dall’altra parte della barricata ed è salita sul palcoscenico, al mio fianco, interpretando il ruolo di se stessa. Ditemi quanti, in epoca contemporanea, possono dire di andare in giro per il mondo a tenere spettacoli con la propria madre? 

Oltre ai contenuti sulla comunicazione veicoliamo anche i valori della famiglia, che sono molto forti in noi, come nella maggior parte degli italiani.

Il tour asiatico è stato pazzesco. Abbiamo tenuto spettacoli in lingua italiana con sottotitoli in vietnamita in tempo reale e abbiamo fatto letteralmente impazzire il popolo vietnamita. Uno degli aspetti più significativi è stato senza dubbio vedere l'effetto che aveva mia madre sulle persone. Alla fine degli spettacoli il pubblico presente si metteva rigorosamente in fila, anche per un’ora, perché voleva abbracciarla! La chiamavano MAMI e aspettavano con rispetto il loro turno, per poter provare l'emozione di un suo abbraccio.

Una gioia incredibile e, credo anche per lei, un’emozione unica. Sono davvero orgoglioso di lei, e di noi, per quello che siamo riusciti a fare e che stiamo facendo, nonostante le grandi avversità che abbiamo vissuto a seguito di un brutto divorzio con mio padre e le relative difficoltà economiche. Una rivincita artistica e umana rigenerante, anche perché il sogno di mia madre è viaggiare e lo stiamo facendo. Abbiamo iniziato anche un blog insieme!

Ci accennavi, in precedenza, al tuo libro L'Italia s'è gesta. Di cosa si tratta?

È il mio primo libro dove racconto, in modo divertente, la mia originale esperienza professionale e umana di insegnante della gestualità italiana, dalla sua genesi al tour in giro per il mondo, esplorando diverse aree professionali e nuove culture. Posso serenamente dire di essermi inventato una professione in un momento di grande crisi mondiale, raccontando quello che è sotto gli occhi di tutti in modo nuovo. Questo dimostra che le idee hanno una forza dirompente e possono andare oltre il tempo e lo spazio, per far avverare i nostri sogni.

Altre tue attività includono la realizzazione di una serie di spot pubblicitari come regista e diverse collaborazioni giornalistiche con testate prestigiose. Qual è l'aspetto del tuo lavoro che ti piace di più? 

In effetti uno dei miei primi lavori, che all’inizio mi ha permesso di sopravvivere, è stato proprio quello della pubblicità. Ho iniziato la mia carriera a Caltanissetta, in Sicilia, lavorando giorno e notte dentro il mio studio, che si trovava dentro un umile garage, e realizzando i primi spot e video aziendali delle eccellenze del mio territorio. Tuttavia, chi semina bene raccoglie bene, quindi pian piano sono arrivato a fare cose importanti.

Di recente abbiamo realizzato, ad esempio, uno spot che promuove lo studio della lingua italiana per il Consolato Generale d'Italia a Londra. Collaboro, inoltre, con la rivista Gattopardo, per la quale curo la rubrica Alfabeto Parallelo.

Tutti gli aspetti e le fasi del mio lavoro mi piacciono, perché sono necessari al raggiungimento dell'obiettivo. Quando ti commuovi alla premiere di un film, ti illumini all'arrivo di un’idea vincente mentre stai creando uno spot, o fai la prima di uno spettacolo con un’emozione potentissima in corpo e senti il ritorno umano del pubblico, queste sono conferme che ami il tuo lavoro e che nessun altro tipo di professione potrebbe soddisfare la tua anima. La strada che ho scelto è quella che mi soddisfa e mi fa stare in pace con me stesso, nonostante le incertezze economiche. Quello che conta, per me, è essere felici ogni giorno di fare quello che si fa e avere la fortuna di imparare sempre qualcosa di nuovo.

Sappiamo già che sei inarrestabile e, conoscendoti, in questo momento avrai in cantiere mille progetti. Quali sorprese ci stai riservando per il futuro? Ci puoi dare qualche anticipazione?

Sì, in effetti sto scrivendo un nuovo libro, in collaborazione con Daniela Lucangeli, sull’importanza della comunicazione verbale e non verbale nell’insegnamento, destinato ai maestri e agli insegnanti di tutto il Paese e che sarà pubblicato dalla Erickson. Dal punto di vista cinematografico, invece, sono impegnato nella realizzazione del mio primo lungometraggio di fiction e di un altro documentario. Ho, inoltre, in cantiere due nuovi spettacoli di teatro creativo, uno dei quali scritto e interpretato insieme al mio amico Giovanni Cupidi, affetto da grave tetraplegia spinale e autore del libro Noi Siamo Immortali. Insomma, quando si lavora con passione non ci si annoia mai!

In copertina: Luca Vullo © Ettore Maria Garozzo
materiale audiovisuale per gentile concessione dell’intervistato

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